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L’INTERVISTA A CARLO REGALIA CHE LASCIA DOPO 25 ANNI DI PRESIDENZA DELL’ADISE

L’INTERVISTA A CARLO REGALIA CHE LASCIA DOPO 25 ANNI DI PRESIDENZA DELL’ADISE

Manca ormai meno di un mese alla Assemblea elettiva quadriennale dell’ADISE, in programma a Coverciano il prossimo 10 aprile. Un’assemblea per certi versi storica perché per la prima volta dalla sua nascita, avvenuta esattamente 40 anni fa, entreranno a far parte del Consiglio direttivo, oltre ai direttori sportivi, anche i collaboratori della gestione sportiva. E l’occasione si presta per fare un succinto bilancio della sua gestione con il presidente Carlo Regalia che da 25 anni è alla guida dell’Associazione. Presidente, l’ADISE è ormai una realtà consolidata ed apprezzata nel mondo del calcio in generale. “Sì, io ne ho vissuta in prima persona quasi tutta la storia che ha rappresentato una parte importante della mia vita sportiva. Entrai in Consiglio direttivo nel 1977, appena un anno dopo la sua fondazione avvenuta il 15 novembre 1976. Ricordo che i primi anni sono stati duri, eravamo troppo giovani e ci trovammo ad affrontare problemi al momento più grandi di noi. Ma strada facendo e con la serietà e l’impegno che ci hanno sempre contraddistinti abbiamo conquistato traguardi allora impensabili ponendoci sullo stesso piano delle Associazioni allenatori e calciatori che certe cose le avevano ottenute prima di noi”. Ce ne dica alcuni fra i più significativi. “Tra i risultati dell’ADISE dobbiamo ricordare la pensione come sportivi professionisti, il Tfr, il rinnovo degli accordi di categoria con la Lega Serie B e con la Lega Pro, l’obbligo di pagamento dei direttori sportivi da parte delle società per ottenere l’iscrizione ai vari campionati, le figure del segretario e del direttore sportivo divenute obbligatorie nel Manuale delle Licenze Uefa e nel Sistema delle Licenze Nazionali e, non ultima, la possibilità per i collaboratori della gestione sportiva di società del campionato nazionale di serie D e dei campionati nazionali del Dipartimento femminile di sottoscrivere accordi economici annuali”. Tra l’altro la nuova figura dei collaboratori della gestione sportiva ha permesso di aprire vasti orizzonti nel mondo del calcio dilettantistico. “Dopo una lunga gestazione, e grazie anche al fondamentale sostegno ottenuto dall’allora presidente della Lega nazionale Dilettanti ed attuale presidente federale Carlo Tavecchio, il primo corso si tenne nel maggio 2012 al Comitato regionale Lombardia; da allora ne sono stati tenuti altri 26 in quasi tutte le regioni d’Italia ed altri ancora sono di prossima programmazione. Ma ciò che è ancora più importante è che con il nuovo statuto approvato nel giugno dell’anno passato, a partire dalla prossima assemblea elettiva i collaboratori della gestione sportiva avranno diritto di voto e cinque di loro entreranno a far parte del consiglio direttivo in rappresentanza di altrettante aree territoriali”. Dai primi anni ad oggi, però, i tempi sono molto cambiati. “E’ un dato di fatto del quale non potevamo non farci carico, soprattutto nel mondo della comunicazione. Dobbiamo riuscire a far sapere sempre meglio agli altri ciò che facciamo, e per riuscirci compiutamente dobbiamo aggiornare modalità e contenuti del nostro messaggio. Ecco perché stiamo ristrutturando, ammodernandolo, il sito internet e a breve ci apriremo ai social per raggiungere i nostri associati – e non solo loro – ovunque ed in tempo reale”. Anche se tutto questo richiede sempre maggiori risorse. “E’ vero, in una situazione di difficoltà come quella che sta attraversando il nostro Paese e con le problematiche legate al mondo dello sport in generale non è facile riuscire a realizzare in tempi rapidi tutto ciò che vorremmo. Ma oltre alle risorse economiche occorrerebbe anche una maggiore partecipazione alla vita attiva dell’Associazione da parte di tutti, sia direttori sportivi che collaboratori della gestione sportiva. Ma questo sarà un problema che dovrà affrontare il nuovo consiglio che mi auguro possa portare anche idee nuove e ancora maggiori energie”. Tra i tanti ricordi e le mille iniziative c’è un qualcosa che la rende particolarmente orgoglioso? “La serietà e il comportamento di ciascuno di noi; l’ADISE conta molto sul modo di essere dei suoi associati. E chi ha sbagliato è stato allontanato e non ne fa più parte. E’ un apprezzamento, questo, che ci è stato rivolto a più riprese anche dalla Federazione e le Leghe con le quali, pur nella totale autonomia e nel rigoroso rispetto dei ruoli, abbiamo sempre avuto un rapporto propositivo e di proficua collaborazione”. Tutto bene, allora? “Certo, se avessimo maggiori possibilità potremmo fare ancora di più. Ma l’importante è batterci per il rispetto delle professionalità della nostra categoria. Il fatto di aver ottenuto l’obbligo per tutte le società di avere un direttore sportivo tesserato è un passo importante verso la regolarizzazione di un mondo che in passato è stato troppo spesso lasciato a se stesso. So benissimo che non tutti osservano le regole ma non sta a noi farle rispettare; il nostro compito è quello di segnalare le eventuali presunte violazioni. A quel punto spetta ad altri organi verificare e, se del caso, adottare i relativi provvedimenti”. Per concludere, un suo augurio? “Che alla prossima assemblea elettiva intervengano in molti, sarà un’occasione importante per salutarli e ringraziarli per quanto abbiamo fatto insieme per far crescere l’ADISE e per quanto faranno ancora per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi”.

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